CASALNUOVO MONTEROTARO / SPRAR, ci siamo. A Marzo l’attivazione con accoglienza di quattro famiglie

Mentre nella maggior parte dei centri dei Monti Dauni il tema accoglienza sembra ormai essere uscito dalla mente di tutti, soprattutto per l’azione del nuovo Governo, a Casalnuovo Monterotaro continua a rimanere sempre vivo.
In paese, infatti, l’accoglienza si farà. Proprio sulle colonne del nostro giornale, ne parlammo già nel Maggio scorso. Il progetto che prevede l’attivazione di un centro SPRAR (Sistema di Protezione Richiedenti asilo e Rifugiati) è ormai in dirittura di arrivo. Ad annunciarlo è il primo cittadino Pasquale De Vita, che non ha mai abbandonato l’idea di accogliere; ci aggiorna sui numeri e le modalità. “Sono trascorsi diversi mesi – dice – ma a Casalnuovo non abbiamo dimenticato questa importante iniziativa. Ci abbiamo creduto due anni fa e continuiamo a crederci. Naturalmente dopo le elezioni amministrative dello scorso 4 marzo, il nuovo Governo ha modificato alcune programmazioni, divenendo molto più esigente sui requisiti delle cooperative, quindi la situazione è andata per un periodo in standby. Ma dopo questa “revisione”, anche i comuni interessati come il nostro hanno conosciuto il nuovo modus operandi, e di conseguenza non abbiamo perso tempo”.
LO SPRAR DI CASALNUOVO.
L’accoglienza, dunque, a Casalnuovo si farà. L’attivazione del nuovo centro SPRAR prevede nel particolare le seguenti direttive:

  • l’intero progetto sarà gestito e seguito da una cooperativa affidataria, che ha provveduto , tra la altre cose, a formare il personale. Alcune unità saranno di Casalnuovo.
  • accoglienza di n. 4 famiglie (richiedenti asilo e rifugiati politici) per un totale di 20 componenti;
  • ad ogni famiglia accolta sarà messo a disposizione un appartamento. Si tratta di abitazioni di cittadini del posto, i quali hanno risposto ad un avviso pubblico fatto tempo fa dal Comune e ai quali sarà pagato un affitto. Tutte e quattro le abitazioni dispongono di tutti i requisiti di sicurezza richiesti, in primis quello di agibilità.

  • LA QUESTIONE NEI MESI SCORSI. Con delibazione Consiliare n. 11 del 22.03.2017 il Comune di Casalnuovo manifestava il suo interesse alla adesione del progetto SPRAR. L’Amministrazione comunale si impegnava a fornire informazioni e indicazioni sugli aspetti sociali ed economici del sistema di accoglienza e, nel contempo, ad accogliere e considerare tutte le eventuali proposte da parte dei cittadini. Veniva, infatti, organizzato un pubblico incontro in data 12.04.2017, dove si invitavano le associazioni locali culturali, sportive e religiose (nota n. 2645 del 07.04.2017). Con determinazione, n. 219 del 04.08.2017 dell’ Ufficio Affari Generali, veniva avviata la procedura per l’individuazione di una ditta per la co-progettazione e la gestione del programma SPRAR. Con determinazione, n. 239 del 30.08.2017, veniva nominata la Commissione Giudicatrice per la scelta di tale ditta. Quest’ultima veniva individuata con determinazione, n. 240 del 31.08.2017 dell’Ufficio Affari Generali. Il progetto approvato prevedeva inizialmente un numero di 20 famiglie per lam messa a disposizione delle proprie abitazioni per ospitare i richiedenti asilo e rifugiati. Il progetto fu approvato dal Ministero dell’Interno, che negli ultimi mesi ha rivisto il tutto, modificando alcune linee.
    UN IMPEGNO MANTENUTO. Già da diversi anni ormai, la comunità casalnovese conta diversi cittadini stranieri, tutti perfettamente integrati. Sono circa 75, alcuni dei quali stanno prendendo la residenza nel piccolo centro. “Non abbiamo mai avuto problemi nell’accogliere – dichiarava il sindaco De Vita nel maggio scorso – così come non li avremo con lo SPRAR. Le famiglie straniere qui si sono integrate al meglio, partecipando alla vita sociale e dando una grossa mano anche all’economia del posto. Lavorano stagionalmente con gli agricoltori, ad esempio nella campagna dei pomodori ecc. Il metodo SPRAR è leggermente diverso, ma comunque utile all’integrazione, perfettamente regolato dai trattati internazionali”. A distanza di diversi mesi, l’amministrazione sembra aver mantenuto la parola, mostrando di essere seriamente interessata a questo tema. “Casalnuovo vuole fare accoglienza. Per noi è una sorta di banco di prova per misurare la nostra solidarietà, una solidarietà che il paese ha ricevuto durante e dopo il sisma del 2002. Per noi è una questione morale. Ci tengo a sottolineare- infine – il preciso lavoro dell’ufficio Affari generali del comune di Casalnuovo, conclude De Vita – che ha seguito il progetto in modo serio e professionale”. Entro il prossimo mese, come dice il sindaco, ll centro SPRAR di Casalnuovo sarà ufficialmente attivato. (L.D.)

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