C’è l’impegno per salvare i piccoli comuni

Il sindaco di Bari Antonio Decaro è stato rieletto per acclamazione Presidente dell’ANCI. Il primo cittadino della città capoluogo pugliese sarà ancora alla guida dell’associazione nazionale dei comuni con grande entusiasmo. Tutti in piedi ad applaudirlo, nella sala congressi di Arezzo, dove si è svolta l’assemblea. Ad applaudire Antonio Decaro anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Ai comuni – ha detto il Capo dello Stato – sono stati chiesti sacrifici rilevanti negli anni più duri del risanamento. Adesso, anche al fine dello sviluppo generale dell’Italia, devono essere posti nelle condizioni di rispondere alle domande delle rispettive comunità”. Subito dopo la sua rielezione, Decaro ha confermato il suo impegno per salvare i piccoli comuni. Al Governo centrale ha rilanciato l’istanza di istituire un Fondo straordinario, e favorire gli investimenti nelle aree interne. Il sindaco di Bari sosterrà anche le proposte che arriveranno dai 29 sindaci dei Monti Dauni, dai quali si aspetta ancora di conoscere le misure anti-spopolamento. Dovevano essere presentate nella conferenza stampa di sabato 16 novembre, ma il tavolo tecnico è stato per il momento rinviato a data da destinarsi. Tra le primissime dichiarazioni raccolte, per rilanciare il territorio della Daunia, i primi cittadini sarebbero pronti ad aprire un tavolo tecnico con Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE MATTARELLA SUI PICCOLI COMUNI

“I Comuni possono fare molto se non lasciati soli. Questo vale ancor più per i piccoli Comuni, per le aree interne, per i borghi montani. Rappresentano oltre due terzi dei Comuni italiani e sono parte irrinunziabile del nostro patrimonio civile. Ai rischi di spopolamento e di impoverimento occorre reagire, nella consapevolezza che l’Italia risulterebbe drammaticamente indebolita se non fosse capace di mobilitare tutte le proprie risorse. Dove sono spente le luci vanno riaccese. La ricchezza ambientale, storica, culturale, paesaggistica si traduce in forza anche economica, e in coesione. E’ necessario dar seguito, con impegno, al percorso avviato con la legge sui Piccoli Comuni. Occorre utilizzare le infrastrutture materiali e immateriali per irrobustire le reti, per garantire diritti e servizi, per assicurare il diritto alla mobilità”.

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