Cosa succede nel GAL Meridaunia?

In seguito alle dimissioni di tre consiglieri su quattro di qualche giorno fa, lo scenario all’interno del Gal Meridaunia è ancora tutto da definire. Il Direttivo dell’Agenzia di Sviluppo che offre risorse a cittadini ed imprese dei Monti Dauni tramite svariate programmazioni comunitarie non è più unito. Come detto, tre membri del cda si sono dimessi la settimana scorsa. Si tratta di Pasquale De Vita, sindaco di Casalnuovo Monterotaro e rappresentante in seno al Gal delle associazioni agricole; Matteo Cuttano, di Troia, rappresentante di Confcooperative e delle associazioni di categoria rientranti nel Cnel; Michele Angelo Del Buono, rappresentante della Camera di Commercio di Foggia e degli enti pubblici diversi dagli enti comunali. L’unico a non seguire i colleghi è stato Antonio Tutolo, sindaco di Lucera e rappresentante dei sindaci appartenenti al Gal.

Nel tardo pomeriggio di ieri, proprio a Lucera, i principali rappresentanti del GAL hanno tenuto una riunione generale con tutti i primi cittadini dei Monti Dauni, per chiarire una situazione che sta diventando sempre più problematica, poco chiara e a tratti “imbarazzante”. Nessuna decisione presa, se non proposte e pareri raccolti sul da farsi. Ennesimo incontro in cui nessun sindaco prende una posizione ben definita. Ennesimo incontro inutile. Ma ormai questa è una costante. I mal di pancia dei tre consiglieri dimissionari sarebbero dovuti ad una non brillante gestione da parte dell’attuale Presidente Alberto Casoria, che De Vita e compagni ora vorrebbero “mandare a casa”. Con un direttivo praticamente decaduto, non cadrebbe automaticamente anche la carica del Presidente e di alcuni suoi “fedelissimi”, secondo un regolamento interno previsto dalle norme che disciplinano la stessa agenzia. Secondo indiscrezioni, la decisione che ha portato alle dimissioni dei consiglieri sarebbe maturata in seguito al polverone alzato dalle testate locali in seguito ad un concorso sul turismo vinto dal nipote del Presidente Alberto Casoria, che dopo questo “terremoto”, non sembra affatto intenzionato ad abbandonare la sua carica.

Qualunque siano i motivi, quello vissuto dall’Agenzia di sviluppo dei Monti Dauni è un momento di stand-by, che somiglia sempre più a quello vissuto dalle Comunità Montane una decina di anni fa prima della loro soppressione. In ogni caso, se il gruppo del GAL vuole avere anche in futuro programmi ben chiari e definiti, e provare a risolvere i problemi del territorio, farebbe bene a risolvere prima i problemi “in casa propria”.

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