Feste patronali rimandate al prossimo anno: c’è anche l’annuncio della Diocesi

Nella giornata di martedì 28 aprile è stato diramato un comunicato stampa dalla Diocesi Lucera -Troia riguardante le disposizioni adottate dalla stessa nella imminente fase 2 dell’emergenza sanitaria Covid-19. Ecco il testo integrale che fa chiarezza anche su un’ipotesi di rinvio delle feste patronali di questo periodo, che verranno tutte rimandate al prossimo anno.

1. La celebrazione delle Cresime e delle Messe con le prime Comunioni vengono rimandate al prossimo anno pastorale.

2. La Messa crismale verrà celebrata, salvo ulteriori impedimenti, nella vigilia di Pentecoste, cioè sabato 30 maggio alle ore 9.00 in Cattedrale a Lucera: sono invitati i sacerdoti tutti e un fedele per parrocchia.

3. Vengono sospesi i già programmati esercizi spirituali (quelli dal 20 al 24 agosto, predicati dal Vescovo; quelli dal 21 al 25 settembre e dal 9 a 11 novembre per il clero).

4. Per le celebrazioni esequiali:
– il sacerdote attende la salma del defunto alla porta della chiesa per una prima preghiera;
– solo i parenti più prossimi (al massimo, una quindicina) partecipano in chiesa alla celebrazione che sia quella completa, ma preferibilmente senza Messa e senza Comunione eucaristica;
– al termine della celebrazione non si permetta il saluto di condoglianze ai parenti del defunto;
– il sacerdote accompagna la salma alla porta della Chiesa con un’ulteriore (breve) preghiera di suffragio e di congedo.

5. Si raccomanda:
– di rispettare le norme circa gli assembramenti, le processioni e le feste;
di rimandare al prossimo anno le ricorrenze festive di questi mesi;
– di chiedere, comunque e con cura, i permessi (ecclesiastici e civili) indispensabili per ogni straordinaria attività ecclesiale;
– di non creare difficoltà (ai confratelli) con il proporre iniziative originali, in quello spirito di competizione che non appartiene al vissuto ecclesiale;
– l’apertura delle Chiese parrocchiali (e del Santuario di San Francesco Antonio in Lucera) avvenga, per un congruo tempo, al mattino e alla sera;
– di non aprire le Chiese non parrocchiali che resteranno chiuse fino a nuove disposizioni;
– di proporre le giornate imperate ai fedeli ed anche ai sacerdoti;
– di presentare, comunque e sempre, i bilanci economici.

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