Il sindaco Lucilla Parisi all’incontro organizzato da Poste italiane a Roma da’ una lezione sui piccoli comuni

In un territorio potenzialmente ricco ma da decenni penalizzato e letteralmente defraudato come quello dei Monti Dauni, c’è ancora qualche amministratore che sta seriamente e concretamente prendendo in considerazione l’importanza dei borghi sotto i 5.000 abitanti. Dai piani alti tante parole ma pochissimi provvedimenti seri per queste aree.  Il tutto si perde in una burocrazia lenta, sorpassata, che rischia di far morire tutto ciò che hanno di buono questi paesi. Quassù, i casi di buona politica sono sporadici. La maggior parte dei sindaci esalta finanziamenti regionali, che più che essere delle azioni risolutive, appaiono come il solito “contentino”. Eppure, i migliori esempi di buona politica dovrebbero arrivare proprio dai piccoli comuni.

Il noto poeta e paesologo Franco Arminio, in uno dei suoi scritti, parla di “ripartire dai paesi”, dalla piccola Italia, da queste piccole realtà su cui bisognerebbe puntare. Sui Monti Dauni chi sta masticando questi temi (oltre al sindaco di Biccari Gianfilippo Mignogna), impegnandosi in prima linea per i piccoli comuni, è Lucilla Parisi, il sindaco donna che nella primavera di un anno fa è tornata al timone del Comune di Roseto Valfortore, il suggestivo borgo dei Monti Dauni settentrionali che sta lottando per rimettersi in discussione a livello sociale e turistico. Lucilla è il tipico esempio di chi lotta, di chi non molla, di chi, in mancanza di un diritto sacrosanto, non le manda a dire, ma si batte in prima linea, mettendo in campo politiche, idee e cuore. Già perché il significato di buona politica parte innanzitutto da lì. Per il suo paese e per i Monti Dauni, Lucilla ha tante idee che vuole condividere e portare avanti. Crede nei giovani, nelle loro potenzialità. Crede nell’impresa e nell’asse pubblico-privato. E soprattutto crede nel sogno che i Monti Dauni possano un giorno risalire la china. La difficoltà, il più delle volte, è trovare giusti interlocutori.

Lunedì scorso a Roma, presso la sala congressi la Nuvola, in un importante e proficuo incontro organizzato da Poste italiane con tutti i sindaci dei piccoli comuni per ascoltare proposte per risolvere i disagi, Lucilla Parisi ha avuto l’occasione di dire la sua, tenendo un breve  discorso sull’importanza del ruolo dei piccoli comuni, condiviso dalla nutritissima sala. Circa 3.000 presenti nella sala congressi “La Nuvola”. Il sindaco di Roseto, con altri 6 primi cittadini, di aree diverse da nord a sud, è stata selezionata tra i “principali portavoce” della piccola Italia . Tra i temi trattati, quelli legati allo spopolamento, all’importanza di avere i servizi e, nello specifico, quello postale e proposte per migliorare tale servizio. Tante le personalità presenti, tra cui il Presidente di Poste e l’a.d, il presidente De Caro, il Premier Giuseppe Conte, la Castelli, la Buongiorno, e per finire, il Ministro Matteo Salvini. In sala era presente anche Ermete Realacci, l’uomo da cui è partito il sogno piccoli comuni, tramite un DDL dello scorso anno.

Riportiamo in breve, una sintesi delle dichiarazioni di Lucilla Parisi, in merito all’incontro organizzato da Poste italiane:

“Non piccoli comuni ma “comuni con una densità demografica minore. Questa la frase del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio che ha voluto inviare ad inizio lavori. Comuni che sono uno scrigno di tesori, basta semplicemente aprire lo scrigno e dare valore a ciò che non si è voluto vedere fino ad oggi. Il grande Proust diceva:” il vero viaggio di scoperta, non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi. Portiamo nuovamente l’uomo e i suoi bisogni al centro, l’ambiente, il sociale, i servizi ecosistemici, il concetto di “valore condiviso”, tutti temi che portano sviluppo e che sono sotto i nostri occhi senza guardare lontano. Quindi ai nostri politici chiediamo di ascoltarci e di prendere sul serio le nostre istanze e le nostre proposte a cominciare dal tema delle infrastrutture!!!! Così come ha fatto l’azienda “Poste”, dimostrando sensibilità nel dare voce ai comuni meno popolati, le Istituzioni sovracomunali seguano l’esempio e facciano lo stesso. Orgogliosa di essere stata scelta per dare voce al mio territorio”. 

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