MOTTA / Don Sergio Di Ruberto saluta dopo 24 anni di parrocato

Se dietro ogni storia c’è un inizio, significa che prima o poi ci sarà anche una fine. Finiscono le storie d’amore, finiscono le storie di guerra, finiscono le storie degli uomini.
A Motta Montecorvino, da Domenica scorsa, è finita la lunga storia di Don Sergio Di Ruberto, trasferito nella Parrocchia “Santa Maria Assunta” a Volturara Appula (incarico con decorrenza dal 1 Ottobre). La notizia era nell’aria già da diverso tempo, ma solo da pochi giorni si è avuta l’ufficialità, tramite un comunicato con tanto di stemma della Diocesi Lucera-Troia.
Il vivace periodo di trasferimenti voluti dal Vescovo, S.E. Mons. Giuseppe Giuliano, che ha coinvolto parroci e parrocchie in diverse zone dei Monti Dauni, non è ancora finito, e stavolta ha interessato anche Motta, ponendo fine a quasi un quarto di secolo del parrocato di Don Sergio, originario di Pietramontecorvino, 56 anni, da 24 in paese. Sarà sostituito da Don Urbano Curci, 58 anni, che arriva dalla Parrocchia di Borgo Giardinetto, a pochi chilometri da Troia.
La storia del legame tra Don Sergio e Motta è contornata da varie stagioni racchiuse in lunghi capitoli di una storia lunga 24 anni.
Arrivò in paese giovanissimo, nel 1995, raccogliendo la pesante eredità di Don Raffaele Antonacci, sacerdote “vecchio stampo”, ancora ricordato dai mottesi per la sua determinazione e la capacità di coinvolgere giovani, adulti e anziani. Il primo periodo di Don Sergio a Motta non fu facile, a causa dei paragoni che qualcuno in paese faceva con il suo predecessore (totalmente diverso da lui) ma dopo le prime difficoltà imparò ad adattarsi, in un ambiente in cui tutti gli occhi erano puntati sul suo operato.
Al suo arrivo, trovò subito la disponibilità di parrocchiani sempre presenti, oltre all’impegno del gruppo canto e di catechesi, che si strinse attorno a lui e lo accompagnò per lungo tempo. Grazie al lavoro dei suoi collaboratori più fidati, Don Sergio ha potuto guidare al meglio la parrocchia, vedendo passare dinanzi a sé diverse generazioni e vedendo bambini diventare adulti e adulti diventare anziani. Nel corso degli anni i mottesi hanno imparato a convivere con il proprio parroco, e a volergli bene, apprezzandone pregi e difetti.
Quella che trovò Don Sergio nel ’95 era un’altra Motta, più viva, più partecipe, più popolata, molto diversa da ora.
Nei 24 anni di parrocato, a Don Sergio va attribuito il merito dei lavori di ristrutturazione della Chiesa Madre “San Giovanni Battista” e della fusione della nuova campana offerta dai fedeli, collocata qualche anno fa all’interno della torre campanaria, che domina il paese. Nel suo lungo periodo di sacerdozio, la Parrocchia mottese ha avuto l’opportunità di farsi conoscere e far parlare di sé grazie ad un evento di spessore come la Passio Christi, la rappresentazione vivente che da diversi anni porta in paese tantissimi visitatori, e che in poco tempo è diventato uno degli eventi di punta della zona. Lo stesso potrebbe dirsi per il Presepe Vivente e la Sagra di Natale, dove don Sergio stesso ha indossato per varie edizioni i panni dello chef, servendo piatti di pan cotto ai visitatori.
Oltre all’attività di parroco, il soggiorno di don Sergio a Motta è stato condito da moltissimi pellegrinaggi, in Terra Santa e non solo, dove si reca spesso per ricoprire il ruolo di guida turistica e spirituale. Una occasione per tirar fuori la sua grande cultura, risultato di anni di studi.
Dopo le nuove nomine del Vescovo, dunque, anche Motta si prepara a salutare il suo parroco. 24 anni non sono pochi, e lasciare don Sergio per accogliere un nuovo parroco fa a tutti un certo effetto, non solo a fedeli e parrocchiani. Con questo trasferimento si chiude un capitolo di storia mottese, termina la storia di un quarto di secolo di un uomo che ha davanti ancora diversi anni di sacerdozio. Dal 1 Ottobre sarà pastore della comunità cristiana di Volturara Appula, il paese che ha dato i natali al Premier Giuseppe Conte. Ma prima di andar via, i mottesi lo saluteranno con una festa di arrivederci. Anche lui ha voluto salutare il paese con un simpatico quadretto, regalato la sera della festa patronale del 29 Agosto, quando decise di salire sul palco e duettare con Riccardo Fogli, riscuotendo applausi. Un immagine che resterà a lungo nel cuore di chi gli ha voluto bene. Arrivederci don Sergio e buon nuovo parrocato! (L.D.)

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