Motta, Volturino e Volturara. Tre feste patronali ‘insolite’ ai tempi del Coronavirus

L’attuale emergenza sanitaria internazionale provocata dalla presenza del COVID-19, più comunemente conosciuto come Coronavirus, ha stoppato, ormai da due mesi, anche le funzioni e i riti religiosi. Come è avvenuto per la Settimana Santa, con l’interruzione delle consuete messe e riti sacri alla presenza di pubblico, anche per le feste patronali alle porte non arrivano di certo buone notizie. Sui Monti Dauni salta infatti l’appuntamento con i tanto attesi festeggiamenti della Prima Domenica di Maggio a Volturino e Volturara, e del 6 maggio a Motta Montecorvino.

Nelle varie parrocchie della Diocesi diversi sacerdoti stanno organizzandosi al meglio, con iniziative via web e dirette streaming. Resta il fatto che per tutti gli abitanti di questi piccoli centri le date delle feste patronali quest’anno faranno vivere atmosfere insolite, nonostante il rallentamento dell’emergenza e l’inizio della fase 2 dal prossimo 4 maggio. Niente bande, pellegrinaggi, folle per le strade e nei bar, cantanti e lunghi fuochi pirotecnici. L’annuncio del Premier Conte parla chiaro: in attesa della fine di questo incubo che sta mettendo in ginocchio l’intera Nazione, bisognerà continuare a mantenere la guardia alta, evitando assembramenti e rispettando le distanze sociali, oltre all’obbligo di guanti e mascherine. Ma andiamo con ordine, e vediamo come i tre centri dei Monti Dauni si stanno preparando ad onorare i propri Santi Patroni nel mese di Maggio del 2020, l’anno che per tutti passerà alla storia come quello del Coronavirus. Grande il senso di tristezza di parrocchiani, giovani e cittadini, figli di una terra le cui radici storiche sono ben salde, e il legame con la tradizione è praticamente impossibile da fermare.

VOLTURINO

A Volturino, come detto, si rende onore alla Patrona Maria SS della Serritella la Prima Domenica di Maggio, che quest’anno cade nel giorno 3. Come già annunciato dal parroco e dal Comitato Feste, non si terrà il tradizionale pellegrinaggio che muove dal Santuario della Serritella e giunge in paese, accompagnato dai maestosi carri allegorici. “Quest’anno sarà una festa tutta spirituale, a causa di questa pandemia” – dice il parroco Don Antonio De Stefano, un sacerdote che sta dimostrando di saper stare al passo con i tempi, e che nonostante l’emergenza sanitaria, sta rimanendo vicino ai suoi parrocchiani con le messe in diretta streaming sulla pagina Facebook, molto seguite da volturinesi e non solo. Da oggi 30 aprile è partito infatti il triduo che precede la data della festa. Tutto via web.

“Non sarà una festa di popolo, come siamo abituati a fare, ma vogliamo viverla in una relazione più intima e personale con la nostra madre celeste . Lei dal suo e nostro santuario continuerà a custodirci e a vegliare su di noi – continua il sacerdote giunto in paese esattamente un anno fa.

VOLTURARA APPULA

Discorso simile anche a Volturara Appula, con la Festa Patronale in onore di Maria SS della Sanità. Dal Municipio e dalla Parrocchia arriva un annuncio confortante, che ha reso felici molti cittadini. In occasione della Festa della Madonna e delle celebrazioni in programma Sabato e Domenica prossima, date le restrizioni dovute all’emergenza COVID-19, verranno installate casse audio lungo tutto il centro urbano, che permetteranno di ascoltare la diretta streaming delle messe celebrate dal parroco Don Sergio Di Ruberto, trasferito da Motta a Volturara nello scorso Ottobre. In questo modo tutti i cittadini potranno onorare al meglio la Santa Patrona anche restando nelle proprie case. Previsto anche un piccolo fuoco pirotecnico di un paio di minuti organizzato dal gruppo “Satanelli volturaresi” da un punto del borgo dove tutti gli abitanti potranno ammirarlo.

MOTTA MONTECORVINO

Scenario un pò diverso a Motta Montecorvino, dove per la festa in onore di San Giovanni Battista non è stata attivata alcuna iniziativa dal parroco Don Urbano Curci, arrivato in paese da pochi mesi, il quale ha spiegato ai propri concittadini che le direttive della Diocesi parlano chiaro, e che è praticamente impossibile realizzare qualsiasi tipo di appuntamento. Eppure il gruppo di carristi e fedeli, ben cosciente dell’attuale situazione, nei giorni scorsi si è attivato, ed ha proposto al parroco possibili soluzioni da valutare per la data del 6 maggio. Naturalmente, a causa dell’emergenza e delle restrizioni imposte dal Governo, il pellegrinaggio non può chiaramente avere luogo, ma parte dei mottesi chiedeva almeno un segnale di vicinanza al proprio patrono nel giorno della festa che ricorda il miracolo della pioggia del 1901, ovvero un passaggio della sola statua di San Giovanni Battista per le vie del paese, in segno di benedizione, o l’attivazione di casse audio per una messa trasmessa per l’intero borgo. Ma le richieste, come dicono gli stessi carristi, non sono state esaudite. Per lo svolgimento della Festa patronale, restano comunque aperte diverse ipotesi sulle quali don Urbano avrebbe dato il via libera, come il rinvio della festa al 24 giugno, giorno della natività di san Giovanni Battista, soluzione che non piacerebbe ai carristi perché in quel periodo ricorre la mietitura, o addirittura al 29 Agosto, giorno in cui viene ricordata la decapitazione del Santo.

Complessivamente, nei borghi, senza feste patronali, si respira un’aria di tristezza. Tristezza che i fedeli potranno alleviare con la preghiera, con la speranza o con un semplice sguardo verso il proprio Santo Patrono, chiedendo la grazia e la fine di questa pandemia, proprio come è avvenuto nei secoli scorsi.

Leonardo D’Alesio

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