Obiettivo ZES per rilanciare l’economia sui Monti Dauni

Nel mese di Ottobre dello scorso anno cinque comuni dei Monti Dauni, quelli della Valle del Fortore (Roseto Valfortore, San Marco la Catola, Alberona, Volturara Appula e Celenza Valfortore) parteciparono ad un convegno organizzato presso il Municipio di San Bartolomeo in Galdo, insieme ad altri amministratori del Molise e della Campania, con il fine comune di disegnare misure di sviluppo sostenibile per il territorio, individuate in uno strumento moderno, utile ed efficace, che prende il nome di ZES (Zona economica speciale).
Tale concetto, c.d. ZES,  figlio del DL. 91/2017, già diffuso all’estero, individua zone del paese destinatarie  di  importanti benefici fiscali e semplificazioni amministrative, che consentano lo sviluppo di imprese già insediate e che si insedieranno, attraendo anche investimenti esteri.  La ZES più famosa e sviluppata, ad esempio, è Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.  Le principali caratteristiche  di una ZES sono:

  • deve essere istituita all’interno dei confini statali, in una zona geografica chiaramente delimitata e identificata.
  •  può essere composta anche da aree territoriali non direttamente adiacenti, purché abbiano un nesso economico funzionante . –  deve comprendere un’area portuale, collegata alla rete transeuropea dei trasporti (TEN- T), con le caratteristiche stabilite dal regola-mento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013. I benefici previsti comprendono agevolazioni fiscali e semplificazioni degli adempimenti, sia  per le nuove imprese che  per quelle già esistenti nella ZES. E’ prevista inoltre l’applicazione,  in relazione agli investimenti effettuati nella ZES, del  credito d’imposta di cui all’articolo 1, commi 98 e seguenti, della legge 2015,  commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti, entro il 31 dicembre 2020, nel limite massimo, per ciascun progetto d’investimento, di 50 milioni di euro. Il decreto Sud prevede di crearne almeno cinque in altrettante Regioni (Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata e Puglia). Dopo l’incontro preliminare, le amministrazioni si sono impegnate a chiedere un intervento normativo al Governo per determinare, per le aree interne e montane, una diversa imposizione fiscale, rendendola proporzionale al tasso di spopolamento subito per effetto di una oggettiva difficoltà nell’incentivare, in queste stesse aree, una qualsivoglia attività economica. Sul tema ci è ritornato pochi giorni fa il sindaco di Biccari Gianfilippo Mignogna, il quale si allinea al pensiero dei suoi colleghi, ritenendo che le ZES siano uno strumento imprescindibile per lo sviluppo del comprensorio dei Monti Dauni, che rientrerebbe di diritto in questo Piano Strategico di sviluppo: “E’ un progetto necessario per i nostri Monti Dauni – ha detto Mignogna – per combattere lo spopolamento ed attrarre investimenti. Anzi, è urgente. Dovrebbe essere un punto dirimente della Strategia Nazionale delle Aree Interne. Bisogna aiutare concretamente chi decide di restare a presidiare un territorio bello, ma difficile, disagiato, privo di servizi adeguati, creando le condizioni per nuovi investimenti. Non dimentichiamo che questo territorio è tra i più grandi produttori di energia e idrocarburi”.

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