SCUOLA / Il futuro degli Istituti comprensivi dei Monti Dauni nord. Ecco ciò che potrebbe accadere

Nel comprensorio nord dei Monti Dauni, si resta in attesa di conoscere il futuro dei 3 istituti comprensivi attualmente presenti sul territorio. Nello scorso Dicembre la Regione Puglia si è espressa in merito al Piano di dimensionamento scolastico, riguardo la programmazione dell’offerta formativa per il biennio 2020/2021 e 2021/2022 (scuola dell’infanzia, I e II ciclo d’istruzione).

Con le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, terminate il 31 gennaio scorso, si potrebbe però ipotizzare un quadro generale seppur solo in linea teorica, perché la serie di riorganizzazioni degli istituti comprensivi sembra ancora tutta da definire, a causa dei pareri discordanti tra comuni, istituti scolastici e la stessa Regione.

LA RIORGANIZZAZIONE DEI PLESSI SECONDO LE DECISIONI DELLA REGIONE

Riguardo l’Istituto “Roseti” di Biccari, che attualmente comprende i plessi di Biccari (Presidenza), Roseto ed Alberona, la Regione ha deciso per l’accorpamento dei plessi di Motta Montecorvino e Volturino, i quali si staccherebbero così dall’ISC “Monti Dauni”, che con i suoi 386 alunni iscritti perde di fatto l’autonomia e si prepara ad essere interamente assorbito. Per legge, infatti, un’Istituto comprensivo che comprende al suo interno comuni montani, per mantenere l’autonomia ha bisogno di almeno 400 iscritti. I restanti plessi di Carlantino, San Marco la Catola e Celenza Valfortore (Presidenza) saranno accorpati invece all’IC “Mandes”, che comprende i Plessi di Casalnuovo Monterotaro (Presidenza), Castelnuovo della Daunia, Casalvecchio di Puglia e Pietramontecorvino. Per il 2020/2021 la situazione parla di un totale di 571 alunni iscritti. Anche qui però si perderebbe l’autonomia, in quanto, non comprendendo comuni montani, l’IC “Mandes” non raggiunge il numero di iscritti previsti, ovvero 600. L’accorpamento con altri plessi diventa dunque necessario.

Una situazione, questa, difficile da gestire, perché oltre al parere della Regione, c’è un discorso che va oltre il semplice ricollocamento dei singoli plessi, e riguarda vicende di natura innanzitutto geografica, ma anche culturale e sociale. Vista questa futura riorganizzazione, ognuno, naturalmente, vuole trovare la sua “poltrona” migliore.

LA QUESTIONE VISTA DAI COMUNI, DAI DOCENTI E DALLE FAMIGLIE

L’attuale Piano Regionale di dimensionamento scolastico, dunque, non piace a tutti, e a dimostrarlo ci sono i “mal di pancia” di alcuni docenti ma anche di comuni e famiglie.

Ma andiamo con ordine. L’Istituto Comprensivo “Roseti” di Biccari, per mantenere l’autonomia, aveva chiesto l’accorpamento dei plessi di Castelluccio Valmaggiore e Faeto, che attualmente fanno parte dell’IC “Salandra” di Troia. Decisione condivisa anche dai comuni interessati e soluzione più intelligente, che però non sembra essere in sintonia con la decisione della Regione, che come detto, vuole accorpare Motta Montecorvino e Volturino.

L’Istituto comprensivo “Monti Dauni” di Celenza Valfortore, che dal prossimo anno perde di fatto presidenza ed autonomia, si prepara ad accorparsi all’ IC “Mandes”, di cui è Dirigente Fernando Fratta. Terminerà dunque dopo un solo anno di dirigenza, l’avventura professionale del Preside Cassio Izzo, giunto in estate dalla Campania per guidare una scuola portata avanti con instancabile impegno dall’ex Dirigente Rosa Manella, oggi in pensione, che con dispiacere vede scomparire in un colpo solo sia il suo istituto che il sogno di unire tutti i plessi dei 13 comuni. In vista dei tempi necessari alla riorganizzazione, possibile un periodo di reggenza nel prossimo anno scolastico, in attesa della soppressione definitiva dell’Istituto.

Nel riordino, l’ISC Monti Dauni ha espressamente richiesto lo spostamento della sede centrale da Casalnuovo Monterotaro a Pietramontecorvino. In effetti i comuni dell’istituto sono geograficamente lontani dalla sede dell’attuale Presidenza, e questo non piace né a personale, né tantomeno a docenti e famiglie. Si tratta infatti dei due estremi territoriali del bacino nord. Inoltre Pietramontecorvino, oltre ad occupare un posto centrale dal punto di vista geografico, è anche il secondo comune più popolato del comprensorio, e dunque ospita il maggior numero di iscritti. Ecco perché gli spetterebbe la sede centrale. Il Comune di Casalnuovo, dal canto suo, non vuole cedere la Presidenza a Pietra, e questo braccio di ferro continua ormai da anni. Ecco perché a questo punto subentra la solita questione di natura politica, che il più delle volte non solo allunga i tempi ma impedisce una visione unitaria tra i paesi. Perché in questi casi a farne le spese sono sempre i cittadini, in primis gli alunni.

Un pò come la posizione assunta dal Comune di Volturino, favorevole all’accorpamento con Biccari anziché con Pietra e Casalnuovo. Obiettivo quasi raggiunto dall’attuale Sindaco Francesco Di Pasqua, che sin da quando era rappresentante dei genitori oltre che Assessore nell’amministrazione targata Donato Dotoli, a causa delle solite beghe politiche, manifestò chiaramente la sua disapprovazione ad un accorpamento con Pietramontecorvino, che però è la soluzione più intelligente.

Lo sa bene il sindaco di Motta Montecorvino Domenico Iavagnilio, da sempre favorevole ad un accorpamento a Pietra. I due comuni, come Volturino d’altronde, sono legati da radici storiche e culturali, oltre che da una questione puramente geografica. Visto l’attuale piano di dimensionamento, il Comune di Motta ha già inviato una lettera alla Regione per proporre l’accorpamento del locale plesso all’IC “Mandes”, magari con sede centrale a Pietramontecorvino.

Più che Piano di riordino, quello della Regione Puglia sembra un vero e proprio labirinto, tra scelte sbagliate e pareri discordanti. Tutto ciò senza contare la chiusura, da qui a pochi anni, della maggior parte dei plessi. La soluzione di un unico Istituto Comprensivo, quel sogno a cui aveva creduto l’ex Preside dell’ISC “Monti Dauni” Rosa Manella, sembra davvero l’ipotesi più saggia, in un periodo, questo, dove a regnare è sempre più lo spopolamento dei borghi. (L.D.)

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