Trombetta (Lega): “Per i Monti Dauni necessaria una programmazione con l’Europa. Fondamentali i finanziamenti 2021/2027. E la Regione deve sostenere le imprese autonome

In ottica sviluppo territoriale dei Monti Dauni, interviene l’avv. Marco Trombetta, 47 anni, giornalista e fondatore dell’Osservatorio Grandangolo, think tank politico economico. Di area centrodestra. Iscritto Lega. Prossimo (con alta probabilità) alla candidatura alle Elezioni regionali Puglia della prossima primavera, nella circoscrizione Foggia. Traccia un’analisi chiara, basata su dati e fatti concreti. Primo dato: l’inutilizzo da parte della Puglia della maggior parte di fondi europei nella programmazione 2014/2020 (circa 6 miliardi su 7,1 disponibili). Un aspetto sconcertante, che non fa certo bene a territori, come quelli dei Monti Dauni, che, già sottosviluppati, combattono quotidianamente con lo spettro spopolamento, sognando un futuro nuovo, possibile solo attraverso la nascita di nuovi posti di lavoro. E proprio sull’occupazione che manca e sui paesi che si spopolano, Trombetta preferisce essere realista. Queste le sue dichiarazioni in un’intervista al nostro giornale.

Dott. Trombetta, vista la situazione politico-economica italiana odierna, che idea si e’ fatto sui piccoli centri dei Monti Dauni? Oltre alla Legge salva borghi, negli ultimi tempi non c’e’ stato nessun provvedimento importante a favore dei miei enti. Cosa ne pensa?

“In un contesto economico recessivo sarà molto difficile che il Governo centrale possa intervenire con importanti azioni sui Monti Dauni. La legge di bilancio parla chiaro: zero investimenti. Non solo per i Monti Dauni, per tutt’Italia”.

La settimana scorsa il sindaco di Bari Decaro e’ stato rieletto Presidente dell’ANCI e ha ribadito, insieme al Presidente Mattarella, la volontà di salvare i piccoli comuni, attraverso un Piano straordinario. Crede che ci possa ancora futuro per queste zone?

“La promessa di un Piano straordinario credo sia demagogia. Il futuro però ci deve essere per queste piccole realtà. Ma deve passare per l’Europa con la nuova programmazione finanziaria pluriennale 2021-2027. E la Regione non dovrà rimandare indietro i soldi come fatto per il 2014-2020, pari ad oltre sei miliardi di euro non utilizzati in Puglia”.

A breve i sindaci dei 29 comuni dei Monti Dauni lanceranno delle proposte anti-spopolamento per garantire futuro ai piccoli comuni. Si è parlato dell’apertura di un tavolo con Invitalia. Cosa ne pensa?

“Invitalia potrebbe essere interessante. Occorre però vedere che dotazione finanziaria c’è. Anche se prima ci dovranno essere le infrastrutture. Chi investe senza una dotazione di base? Nessuno. Io, ripeto, mi concentrerei su una programmazione territoriale da portare subito in Regione per attivare poi quei bandi Europei. Oltre a guardare nel bilancio regionale le risorse disponibili per lo sviluppo economico. Non sono tante perché tutto assorbito dalla sanità, ma ci sono. Aiutare da subito chi oggi fa impresa autonomamente nei Monti Dauni ed è in difficoltà. Il resto sarà lento a venire”.

A suo modo di vedere, oltre ai servizi essenziali, cosa serve a questi piccoli centri per restare in vita? Esistono misure per garantire occupazione in breve tempo?

“L’occupazione non si crea artificialmente. A meno che non intervenga la mano pubblica con la industrializzazione forzata. Credo che però si vada in senso esattamente inverso. I Monti Dauni devono chiedere come detto le infrastrutture di base, una buona mobilità e poi il sistema fa tutto da solo. Altrimenti parliamo del nulla”. (L.D.)

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